Studio Legale Picotti

Il Blog di Gabriella de Strobel

2017-02-14

LA CARTA DI VERONA - AIAF

La Carta di Verona

La Carta delle libertà e dei diritti delle donne maltrattate ovvero la Carta di Verona, nasce il 25 novembre 2016 a Verona, su iniziativa di un gruppo di avvocate dell'AIAF che da tempo si interrogano sul fenomeno dei maltrattamenti in famiglia.

La violenza contro le donne che, nella dichiarazione delle Nazioni Unite (anno 1993) viene così descritta: "qualunque atto di violenza in base al sesso o la minaccia di tali atti, che produca, o possa produrre danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata delle donne", è uno dei principali meccanismi sociali tramite i quali le donne vengono subordinate agli uomini.

E' la manifestazione di una disparità storica nei rapporti uomo - donna, riflette oggettive ed irrisolte contraddizioni nei rapporti umani e nella società.

E' per questo motivo che, a fianco dei diritti delle donne, abbiamo anche enucleato le libertà delle donne, perché l'approccio al fenomeno non deve essere soltanto giuridico/repressivo ma anche culturale e preventivo.

La legislazione italiana, infatti, appare adeguata sul piano delle previsioni repressive di natura penale, ma risulta carente di un quadro globale di misure di protezione e assistenza di tutte le donne vittime di violenza. A fronte, infatti, di un sistema penale apparentemente completo e punitivo, le violenze ed i maltrattamenti in famiglia e sulle donne non diminuiscono.

L’approccio al fenomeno della violenza di genere deve essere interdisciplinare, dovendosi predisporre un intervento di plurimi soggetti, in grado di creare attorno alla donna maltrattata un'efficace rete di protezione.

La Carta riconosce la libertà di ogni donna di scegliere quando è il momento di interrompere un rapporto divenuto molesto, il diritto di recarsi presso le Forze dell'Ordine per sporgere denuncia - querela senza ritardo, la libertà di scegliere come pensare e come amare, il diritto di vedere trattato il caso con priorità e celerità, la libertà di poter continuare la propria esistenza senza essere sradicata dai propri mondi (dovendo essere l'autore della violenza di genere ad essere allontanato), il diritto ad avere ordini di protezione immediati ed efficaci, il diritto di essere informate, il diritto di non vedersi offese come persone e a non subire pressioni per rinunciare a far valere i propri diritti.

La Carta chiede l'istituzione di osservatori permanenti, ai sensi anche della Convenzione di Istanbul, al fine di rendere più efficace la tutela e la prevenzione della violenza di genere.



Avv. Gabriella de Strobel